IL PROGETTO CASE-FAMIGLIA

Dal 2003 mi occupo di iniziative nel campo del sociale, come la casa famiglia “Domu mia Attilio Mazzella” e la ONLUS “Isperantzia”, che riunisce tutte le case famiglia della Sardegna.

La mia esperienza delle case famiglia nasce con “Domu mia Attilio Mazzella”, come risposta ad un intimo rifiuto della violenza ed al desiderio di amore verso gli altri, come realizzazione di un sogno a lungo coltivato: restituire il calore della vita alla casa paterna di mio marito Giorgio, la casa della sua infanzia, quella casa che aveva visto il dolore della perdita del padre Attilio sequestrato senza ritorno, quella stessa casa rinata per un profondo atto d’amore verso bambini meno fortunati, con i segni della sofferenza nell’anima e nel corpo.

Questo sogno realizzato – la comunità ospita attualmente circa 12 minori – ha permesso di creare un ambiente sano, accogliente, formativo, rivolto ad adolescenti di entrambi i sessi a rischio di marginalità e devianza sociale, di età compresa fra i 10 ed i 21 anni.

Una successiva indagine sulla possibile esistenza di realtà simili in Sardegna, e come eventualmente fossero gestite, ha fatto emergere l’esistenza di molte altre case famiglia sparse sul territorio, operanti come cellule isolate, ciascuna sconosciuta alle altre, impegnate nel quotidiano esercizio di coniugare entusiasmo con risorse, spesso inascoltate dalle istituzioni.

Così nel 2008, grazie anche all’impulso ed alla forte sponsorizzazione della Banca di Credito Sardo ( ex Banca CIS ), è nata “ Isperantzia”, una federazione che vuole riunire tutte le organizzazioni che si occupano di minori in situazioni di disagio, la cui finalità peculiare è realizzare un network regionale che renda note ed accessibili tutte le iniziative in favore dell’infanzia e della adolescenza presenti sul territorio,  che faciliti lo scambio di esperienze fra le diverse

realtà e, infine, contribuisca a migliorare sempre più il livello dei servizi offerti.  
Da poco ho avviato un nuovo progetto: “La casa della Gioia” che si propone di realizzare una comunità residenziale dove vengano accolti tutti i giovani in uscita dalle case famiglia della Sardegna con un percorso di formazione e avviamento al lavoro, con attenzione particolare alle politiche di inclusione sociale, alla prevenzione delle forme di disagio giovanile e ai fenomeni di dispersione scolastica. 
Un luogo in cui nessuno possa sentirsi considerato “diverso” o “irrecuperabile” , ma solo una persona ,un essere unico e irripetibile, pieno di capacità e potenzialità che deve solo riscoprire ed imparare ad esprimere. Un luogo in cui il “processo educativo e formativo” nasca dall’amore e non dalla pietà , dal desiderio di portare alla luce l’originaria bellezza che ogni giovane porta in se.